Il filosofo pratico

Filosofo pratico è il filosofo praticante, quello che gli anglosassoni chiamerebbero “practictioner”. Chiamarlo filosofo pratico è anche un modo ironico e autoironico per rivendicare, in quello che molti considerano un ossimoro, la vocazione eminentemente pratica della filosofia. Questa, infatti, è un pensare che fonda l’agire pur costituendo, al tempo stesso, una finalità senza scopo.

Il filosofo pratico, quindi, è una persona che opera prevalentemente nelle organizzazioni e nelle comunità ed è in grado di considerare filosoficamente l’esperienza quotidiana e di stimolare, nei contesti organizzativi e sociali, gli atteggiamenti e gli approcci riflessivi che caratterizzano peculiarmente la filosofia.

In analogia con altre professioni potrebbe essere definito filosofo dell’organizzazione.
Nonostante le visioni diverse e i vari stili nei quali la filosofia in pratica si esprime, il denominatore comune dell'attività dei filosofi pratici è l’interrogare socratico come ricerca attorno alle questioni relative all’esistenza nel suo senso più ampio.
L’interrogare e il ricercare si realizzano nel dialogo, fondato sulla coscienza dei limiti del proprio sapere. Proprio come per Socrate, per il filosofo pratico la condizione preliminare, da cui prende avvio la ricerca filosofica, è la consapevolezza della propria “ignoranza”.
Per questo il filosofo non insegna, né consiglia, ma solo stimola, ispira, orienta i suoi interlocutori a condurre un esame della propria esistenza da punti di vista diversi da quello abituale e a intraprendere percorsi creativi e di espressione del proprio mondo personale, contribuendo così allo sviluppo di “organizzazioni che apprendono”.

Il filosofo pratico è, inoltre capace di comprendere i percorsi del pensiero e le dinamiche relazionali, di valutare l’influenza e il peso delle variabili di contesto e, pertanto, di aiutare a orientarsi e di orchestrare le componenti di questo insieme.

Il filosofo pratico può essere un consulente, un formatore, un coach, un imprenditore, un manager, ma anche un giornalista, un politico, un artista, un professionista in genere, tutti coloro che, avendo una solida formazione e una passione filosofica, sentono che questa impregna la loro vita personale e professionale, continuano a porsi e a porre domande, mettono in dubbio ciò che sembra ovvio e sono disposti al dialogo, come confronto aperto e rigoroso delle idee.